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PROGETTARE  UN  ALBERGO  CON  IL  FENG  SHUI > UN  ESEMPIO  CONCRETO  -  HOTEL  DOLOMITEN,  Monguelfo  (BZ)

STORIA  DI  UN  PROGETTO

PROLOGO

Ho conosciuto Giorgio Sonnerer, proprietario dell’Hotel Dolomiten, circa 20 anni fa. Come tutte le estati, da quando nel 1979 avevo fatto l’alpino da quelle parti, risalivo la valle dell’Adige per ritemprarmi dalle fatiche del lavoro. Amo quelle valli in maniera smisurata, come se fossi nato lì, come se ogni volta ritornassi a casa dopo un lungo viaggio. Giorgio a quell’epoca era un giovane aitante che aiutava il padre in cucina. Complice la simpatia reciproca, abbiamo da subito instaurato un buon rapporto che via via negli anni ha fatto spazio a una crescente stima e fiducia reciproca. Giorgio è il meno tirolese della sua famiglia, diciamo che ha sangue e temperamento mediterranei; ama la Toscana (anche o forse soprattutto per il buon vino), ama il mare, ama viaggiare. Ci siamo subito trovati bene insieme, abbiamo fatto splendide camminate, vertiginose sciate in alta montagna; abbiamo bevuto e mangiato insieme senza risparmio, abbiamo riso e scherzato, in buona sostanza ci siamo studiati, assaggiati, masticati, digeriti e metabolizzati. Credo che la nostra amicizia sia nata poco alla volta e proprio nell’incontrarsi e riconoscersi nelle cose semplici di tutti i giorni.

Non mi sembrò affatto strano pertanto che nel 1993, quando si sposò con Herta, mi chiedesse di progettargli la ristrutturazione della sua abitazione. Si trattava di un piccolo appartamento collocato al terzo piano dell’albergo che ovviamente rivoluzionai totalmente nella sua logica distributiva, discutendo però sempre con Giorgio ed Herta qualsiasi soluzione. Ne nacque un bel appartamento, niente di eccezionale, una sorta di terza pelle che ben si adattava a tutte le loro esigenze. Già all’epoca mi interessavo di feng shui e bio architettura e il progetto risentì molto di questi influssi. Il risultato fu quello di un ambiente sufficientemente sobrio nei decori (quasi totalmente assenti) che sono invece tipici di queste zone di montagna. Introducemmo, tra i primi nella valle, l’uso dell’acciaio nella costruzione dei parapetti dei balconi che da queste parti sono invece costruiti religiosamente in legno, non per il gusto della novità ma in funzione di un progetto energeticamente equilibrato. A loro piacque molto questo modo diverso di concepire la casa e furono contenti dei risultati ottenuti.

Nel 1999 acquistarono le porzioni al piano interrato e terra di una casetta bifamiliare confinante con l’albergo; l’edificio era piuttosto fatiscente ma si prestava anche a soluzioni interne interessanti. Giorgio ed Herta avvertivano però anche un grosso problema: avevamo spesso parlato insieme di campi magnetici, dell’inquinamento e dei riflessi negativi che hanno sulla nostra salute, orbene, a confine con la casa appena acquistata passava e transita tutt’oggi la linea ferroviaria. Cosa fare? Come intervenire? Come ridurre la nocività della linea di alimentazione elettrica? Decisero di chiamarmi nuovamente, e questa volta mi consultarono soprattutto come esperto di feng shui.


Feci i miei rilievi, settorizzai la casa per conoscerne l’energia ed elaborai un progetto che, tenendo conto delle ingerenze e degli influssi negativi provenienti dall’esterno, rispondesse anche alle loro esigenze in termini di distribuzione degli spazi ma soprattutto per ciò che concerneva la salubrità del luogo e di riflesso della loro salute.

 

Ci siamo sbizzarriti nella progettazione e, pur con i vincoli dettati dai regolamenti edilizi, siamo riusciti ad ottenere degli ottimi risultati. Abbiamo scandagliato ulteriormente le conoscenze di feng shui e bio architettura e abbiamo trovato delle soluzioni ideali alle problematiche che ci siamo ritrovati ad affrontare.


Dal 2001 vivono felicemente in questa casa (ora in dolce compagnia dei loro due figli Michele e Stefano), si sentono parte di essa ed in totale armonia con il luogo. Queste esperienze del passato ci hanno consentito di consolidare la stima reciproca e ci hanno permesso di affrontare in seguito nuove scommesse, inediti progetti.

 

 

IL PROGETTO

In questo periodo si parla sovente di wellness, di feng shui, di bio-architettura, di neew age, facendo spesso molta confusione tra l’effimero (quasi tutto ciò che è di moda) e il durevole, ricco invece di contenuti e di qualità. Posso affermare che Giorgio ed Herta hanno invece scelto con il cuore; hanno voluto ripercorrere il cammino tracciato da antiche conoscenze (rispetto per l’uomo e per la natura che lo circonda) che per paradosso sono tornate ad essere riconosciute come il “nuovo” che avanza. L’idea iniziale è stata perciò quella di creare un luogo che riavvicinasse l’uomo a quella natura che sovente fa da anonimo contorno alla nostra esistenza. L’albergo oltre che confortevole, ma qui in Alto Adige sono tutti così, doveva diventare un luogo che facesse pensare, riflettere, e perché no, all’occorrenza anche modificare il comportamento del fruitore ospite. Il cliente doveva essere accompagnato in un percorso che lo facesse sentire veramente bene, ma che gli consentisse pure di ascoltare e comprendere. Doveva sentirsi coccolato nel profondo con proposte di qualità. Ma come fare? Tutti apparentemente fanno già così! Come far risaltare la qualità vera e su cosa puntare?

Si è scelta la strada della semplicità; si è pensato a spazi ampi e liberi tali da consentire un corretto fluire dell’energia del luogo oltre che delle persone; ad un idoneo utilizzo dei materiali delle forme e dei colori. L’hotel Dolomiten ha saputo trasformarsi in questo, in un vero luogo del benessere dove all’attività fisica, che si svolge sostanzialmente all’esterno, si accompagnano ore di relax, momenti di sana alimentazione, tempo dedicato alla riscoperta dei valori storici della vallata (camminate nei boschi innevati con le ciaspole, corsi su come si realizzano le marmellate o gli infusi d’erba, su come si fanno spek e formaggio, su come si fila e si tinge la lana) alla conoscenza di cose quasi perdute che possano di nuovo far sorridere il nostro cuore. Non più tempo sprecato nell’ozio di una piscina o di una sauna ma tempo per conoscere e crescere. Certo le ridotte dimensioni dell’albergo non hanno consentito grosse trasformazioni ma hanno comunque permesso la realizzazione di una piccola nicchia di reale benessere. La scelta di ridisegnare e ridimensionare le camere ha ridotto di fatto la capienza dell’albergo ma è stata l’unica strada possibile percorribile dai proprietari nella direzione della ricerca del vero benessere che significa anche vivere bene, avere piacere per quello che si fa, dare un senso diverso al proprio lavoro e volere il bene i chi ci vive a fianco.

Il progetto ha comportato la totale ristrutturazione dei tre piani destinati agli alloggi (1°, 2°, sottotetto) oltre che del piano terra destinato al ristorante/bar e alla reception e di quello seminterrato ove hanno trovato collocazione la nuova cucina (munita di monta vivande), l’area relax (sauna, bagno turco, bagno di luce, bagno di vapore aromatico, kneipp) e quella logistica dell’albergo ( servizi igienici, magazzino, deposito sci e mountain bike). Il tutto è stato realizzato con una particolare attenzione agli impianti tecnologici e ai materiali rigorosamente naturali. Un’altra grossa scommessa è stata quella di realizzare le opere senza intralciare l’attività dell’albergo e sfruttando i periodi consueti di chiusura per riposo (settembre/dicembre e marzo/maggio) consentendo così di non avere grosse perdite economiche. Un notevole sforzo organizzativo.

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